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A Monteossolano, piccola frazione di Domodossola arrampicata
sul versante nord delle montagne, all'inizio della Val Bognanco, c'è un torchio
in legno risalente al XVIII secolo che, secondo gli studiosi, serviva
esclusivamente alla spremitura delle vinacce. La sua leva, composta da due travi
in rovere e due in larice aggiunte in tempi più recenti, e lunga poco più di
sette metri. Completamente restaurato, è stato rimesso in funzione lo scorso
ottobre dopo circa 25 anni di inattività e oggi, grazie all'impegno dei Circolo
ricreativo di Monteossolano, è visitabile su richiesta prenotandosi ai numeri
3287052387 (Fabio) o 3338263910 (Roberto).
ll torchio di Monteossolano ha il pressoio costituito da
quattro travi: le superiori, più lunghe, sono di rovere; le inferiori di larice.
Le travi superiori si biforcano, per far passare la vite che si innesta su di un
dado fissato trasversalmente con due cavi di acciaio. Evidentemente la madrevite
è stata sostituita nel corso del xx secolo: a testimonianza di questa operazione
di ripristino è la presenza di un altro dado, inutilizzato poggiato a una parete
a fianco della vite. Le travi inferiori sono state sicuramente aggiunte in tempi
successivi, per far aumentare la pressione della macchina: infatti, sono state
fissate alle superiori con grossi bulloni e rozze regge in ferro forgiato senza
giungere alla vite e senza fuoriuscire dai piantoni posteriori, fungendo anche
da guance per mantenere incastrato il pressoio. La leva non reca segni ed è
lunga m 7,65. La macchina è di tipo autoportante con vasca sospesa, d'uso
esclusivo per la produzione di vino (che continua tuttora).
Nel vano sono ancora presenti molti accessori, tra i quali la
scure per tagliare le vinacce (dopo la spremitura) e una speciale paletta in
legno per rimuoverle. La vite è in ottimo stato e ben ingrassata, segno del
recente uso, Il torno, vagamente ottagonale (con un solo foro), s'impernia in un
contrappeso costituito da un macigno.
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