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Questo
torchio è il più deteriorato della valle, versa in totale abbandono e se non
s'interviene con urgenza a salvarlo ha i giorni contati. Il tetto della baita in
cui si trova è notevol mente
lesionato e lascia percolare l'acqua piovana: la parte della macchina sottoposta
allo stillicidio è già distrutta. Il dado, completamente marcito, è rovinato ai
piedi della vite e le catene che lo fissavano al pressoio penzolano, ormai
inutili, nel vuoto. Di grande interesse, poiché conserva tutti i suoi accessori,
come se fosse stato appena abbandonato, il torchio è di tipo autoportante,
impostato su due travi. Il pressoio, composto di quattro travi di castagno
fissate con chiodi e regge di ferro, è lungo m 7,10, con lato di cm 70 (al
castello). Il torno della vite, di sezione tonda, presenta un solo foro
rettangolare. Il grosso contrappeso ha forma vagamente ovoidale. La macchina non
reca segni incisi, date o sigle.
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